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----- From: Daniela Di Benedetto

To: Fernando.Grasso@t-online.de

Sent: Wednesday, November 01, 2017 6:38 PM

 

Subject: Commemorazione per il 1° Novembre della Comunità Italiana a Monaco di Baviera, in ricordo dei defunti e dei caduti

 

Ricevo e volentieri pubblico l'articolo della Dr.ssa Daniela Di Benedetto, Presidente del Comites di Monaco di Baviera:

 

Fernando A. Grasso

vedi anche: AISE

Come ogni anno, hanno avuto luogo oggi a Monaco di Baviera, presso il Waldfriedhof, nella cappella di fianco al cimitero militare italiano,  le celebrazioni per la commemorazione dei Defunti e dei Caduti di ogni guerra e di ogni forma di violenza.

È stato un importante momento di Comunità, in cui, come consuetudine, la comunità di Monaco di Baviera si è stretta insieme.

Alla S. Messa, celebrata da Padre Gabriele Parolin, parroco della Missione Cattolica italiana, è seguito un breve discorso del Presidente del Com.It.Es. di Monaco, Daniela Di Benedetto - riportato di seguito -  e la Benedizione fuori dalla Cappella.

La partecipazione é stata numerosa: insieme alla Comunità Cattolica erano presenti rappresentanti degli Alpini, delle ACLI e di altre Associazioni e la Presidente del Com.It.Es

  Due momenti della cerimonia

Domenica prossima, 5 Novembre, alle ore 10:30 presso lo stesso indirizzo,  seguirà in seconda battuta la Celebrazione del Consolato della Festa della Vittoria e delle Forze Armate.

Qui di seguito il

DISCORSO DEL PRESIDENTE DEL COM.IT.ES

Carissimi Concittadini,

Carissimo Padre Gabriele,

Cari rappresentanti della Comunità,

 

Sono molto felice di essere qui con voi in questo momento di festa, di riflessione, di Comunità.

 

Per il secondo anno di fila le commemorazioni, che, tipicamente e dagli anni '60 avevano luogo nella stessa data  e per le quali anni fa si riunivano migliaia di concittadini,  purtroppo sono state separate:

La Commemorazione dei Defunti e dei Caduti continua ad aver luogo come consuetudine il 1° Novembre, la Celebrazione in occasione della Festa della Vittoria e delle Forze Armate, avrà luogo la prima domenica successiva al 4 Novembre, nel rispetto della legge italiana, che colloca la celebrazione nella data della prima domenica dopo il 4 Novembre stesso - come riferito dal Console Dott. R. Cianfarani nel corso dell'ultima riunione del Com.It.Es.

In occasione della stessa riunione ho avuto modo di esprimere le mie personali perplessità a questa scelta, che interrompe una lunga tradizione che teneva ancora unite molte anime della nostra Comunità.

In ultima analisi, la legge italiana che prevede le celebrazioni per la Festa della Vittoria e delle Forze Armate nella domenica successiva al 4 Novembre è una legge fatta per le comunità italiane in Italia e che non considera il diverso contesto delle comunità all'estero.

È un vero peccato non celebrare insieme questo 1° Novembre, che arriva in particolare all'indomani dalle celebrazioni per i 500 dalla riforma luterana. Un momento storico in cui il mondo ha voluto celebrare, non più le divisioni ma il bisogno di unione, il bisogno di una coscienza critica che non abbia paura del potere temporale.

“La Chiesa é più vecchia delle sue divisioni”, così il Cardinale Marx nelle celebrazioni di ieri, ”L'atto di Lutero fu un atto di liberazione per la Chiesa e per il mondo”.

Si è trattato di un atto che costò una separazione ma che ha irrobustito le coscienze e cambiato il corso della storia.

La nostra società oggi ha bisogno di ritrovare ed esprimere la propria libertà di coscienza al di là dei ragionamenti più semplici indotti dai mezzi di comunicazione o dalle scelte solo apparentemente più comode.

Abbiamo bisogno di essere più critici, di sapere di poter esprimere un’idea, il frutto di un ragionamento ed essere cittadini, membri attivi della comunità, nel senso più pieno della parola, tra diritti e doveri di appartenenza.

L’ubbidienza è un valore fondamentale alla quale educhiamo i nostri figli sin da piccoli. Ma di fianco all’obbedienza c’è una coscienza che matura già nei primi anni di vita e fiorisce nell’età adulta.

Non esiste ubbidienza senza coscienza perché la complessità delle vicende umane non permette a nessuna legge umana né divina di contemplarle tutte.

Esiste però una regola che offre la soluzione universale:

“Ama e fa ciò che vuoi”, Sant’Agostino.

Non per nulla Lutero era stato un agostiniano.

 

Spero di rivedervi il 5 novembre per la Festa della Vittoria e delle Forze Armate.

 

Daniela Di Benedetto

Presidente del Comites di Monaco di Baviera